L’allenamento può far diminuire l’appetito.

L’allenamento può far diminuire l’appetito.
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Un nuovo studio fatto sui topi ha dimostrato come i neuroni che influenzano il metabolismo restino attivi fino a due giorni dopo aver fatto esercizio fisico.

Il lavoro pubblicato su Molecular Metabolism, evidenzia il ruolo potenziale del cervello nel fitness e può essere un inizio per sviluppare nuove terapie per migliorare il metabolismo.

 

Non serve molto esercizio per attivare questi neuroni.

Lo afferma il Dr. Kevin Williams, un neuroscienziato dell’ University of Texas Southwestern Medical Center.

Aggiunge che “uscire e allenarsi anche solo una volta in modo semi-intenso può dare benefici che possono durare per giorni, in particolare l’azione si vede sul metabolismo del glucosio.

 

Lo studio

Lo studio si basa sulla misurazione di due neuroni che sono presenti sia nei topi che negli esseri umani.

Il primo è la pro-opiomelanocortina (POMC) un proormone associato alla riduzione dell’appetito, la diminuzione dei livelli ematici di glucosio e l’aumento di energia bruciata, mentre il secondo è il neuropeptide y (NPY) coinvolto nell’aumento dell’appetito e nella riduzione del metabolismo.

Lo studio ha dimostrato come con una singola sessione di allenamento aumenti l’attività del POMC e diminuisca quella di NPY per due giorni. Queste variazioni durano più a lungo con ulteriori sedute di allenamento.

 

Migliorare il metabolismo del glucosio in pazienti diabetici

Il Dr. Williams fa notare che con l’esercizio si potranno avere benefici terapeutici soprattutto per i pazienti diabetici che hanno bisogno di migliorare le regolazione del glucosio nel sangueGli scienziati hanno scoperto che 20 minuti di corsa sul tapis roulant danno una diminuzione dell’appetito che dura sei ore. Questi risultati spiegano perchè molte persone dopo un allenamento non hanno fame.

Il Dr. Williams conclude dicendo che la loro ricerca non serve solo per migliorare il fitness ma che una migliore comprensione delle connessioni neurali può potenzialmente aiutare molti pazienti con problemi di regolazione del glucosio ematico.

 

Fonte: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2212877818308706
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