La nostra frequenza cardiaca a riposo varia notevolmente

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La nostra frequenza cardiaca a riposo varia notevolmente

Ogni anno in occasione del consueto check up con il medico controlla anche la frequenza cardiaca

Lo smartwatch utilizzato da molti sportivi, sembrerebbe essere un valido supporto per tenere sotto controllo non solo la frequenza cardiaca, ma anche per riscontrare possibili anomalie.

Un recente studio ha rivelato che, se da un lato è possibile tenere i valori sotto controllo in modo costante eventuali lievi fluttuazioni nei dati potrebbero rivelare molto di più sulle nostre condizioni fisiche.

A differenza dei test tradizionali che si concentrano su una singola misurazione, questo mezzo innovativo consente di avere una visione a lungo termine delle variazioni della frequenza cardiaca e di raccogliere informazioni sullo stato dei polmoni, dell’apparato riproduttivo e di diagnosticare precocemente eventuali malattie infettive.

Qual è la giusta frequenza cardiaca?

Secondo lo studio la frequenza cardiaca a riposo non è uguale per tutti. I dati raccolti su oltre 92.000 utilizzatori di smartwatch hanno dimostrato che questa varia tra i 40 e i 109 battiti al minuto (BPM).

Allo studio avevano partecipato persone di età compresa tra 18 e 100 anni, con valori di indice di massa corporea compresi tra 15 e 50. Se da un lato nell’utente medio è stato registrato un tasso di 65 BPM il valore può variare in base al sesso, all’età, o addirittura alla qualità del sonno, infatti chi dorme meglio ha una frequenza più bassa.

Ancora, nonostante i valori standard variano dai 60 ai 100 BPM, negli atleti professionisti possono scendere fino a 40 BPM, a dimostrazione della loro ottima salute cardiovascolare.

Un utile strumento per il cuore

Le variazioni della frequenza cardiaca possono anche essere sintomo di particolari condizioni in cui si trova l’organismo, come ad esempio nelle donne le diverse fasi del ciclo mestruale. I risultati ottenuti utilizzando uno smartwatch hanno confermato che le donne hanno frequenze cardiache medie più elevate rispetto agli uomini e che in età fertile i battiti cardiaci sono soggetti a maggiore oscillazione.

La possibilità di disporre di un monitoraggio costante e di tracciare nel tempo le frequenze cardiache potrebbe essere sfruttata dai medici per valutare lo stato di salute dei loro pazienti, ad esempio un aumento della frequenza cardiaca per alcune settimane potrebbe segnalare una possibile infezione, o ancora le variazioni giornaliere della frequenza cardiaca potrebbero aiutare a tracciare la fertilità.


Fonte:
https://www.discovermagazine.com/health/our-resting-heart-rates-vary-wildly-fitbit-data-reveals