Pedalare col bite: l’arma in più per migliorare le prestazioni ciclistiche

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Pedalare col bite: l'arma in più per migliorare le prestazioni ciclistiche

Sempre più persone decidono di avvicinarsi al ciclismo, su strada, sterrato, in montagna.

Il “popolo dei ciclisti” è numeroso e competitivo sempre alla ricerca di innovazioni che possano migliorare le loro performance sportive.

Abbiamo quindi deciso di analizzare il mondo dei bite sportivi attraverso due testimonianze di chi in sella ci va ogni giorno.

Bite e ciclismo: testimonianze 

Michelangelo Pacifico è un ultracycler che ama sfidarsi su percorsi lunghi ed impegnativi. Nel 2017 ha partecipato alla Trans American Bike Race, una competizione di ultracycling di 6.775 km che va dall’Oceano Pacifico all’Oceano Atlantico. Ha concluso la gara con una media giornaliera di 329 km impiegando 20 giorni e 18 ore, prima dei 21 giorni previsti. L’anno seguente Paciox, questo il suo soprannome, ha partecipato all’ Inca Divide, 1800 km e 30.000 m di dislivello attraversando il Perù. Solo 12 atleti sono riusciti a raggiungere il traguardo prima del termine di 10 giorni e lui è arrivato secondo!

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Il suo asso nella manica? Il bite 

Paciox ha dichiarato : “Il bite è stato molto utile per le lunghe distanze, soprattutto quando i muscoli del collo cominciavano a cedere, perché stare tante ore in sella con il casco può essere deleterio per i muscoli di quella zona. Il bite mi ha permesso di scaricare la tensione, infatti è stata la mia salvezza. In passato invece mi capitava di fare gare in cui dovevo reggere la testa con la mano e l’altra sul manubrio perché i muscoli del collo non reggevano più. La testa sembrava una palla da bowling ingovernabile. Il bite, scaricando la tensione articolare, ha permesso quindi di salvarmi la testa”.

Gianluca Lo Manto è invece un MTBiker che ha partecipato a Campionati Mondiali, europei ed italiani di MTB e Superbike. Dopo aver scoperto il bite sportivo ha dichiarato:

Cercavo da tempo qualcosa che mi aiutasse a risolvere i problemi alla cervicale e ai denti che purtroppo, a causa dei continui colpi che ricevo nelle gare in fuoristrada, mi stavano iniziando a creare problemi anche nella vita quotidiana, con dolori muscolari molto fastidiosi al collo e piccole scheggiature ai denti.

Grazie al bite ho risolto sia i problemi di indolenzimento e rigidezza dei muscoli del collo sia tutti i problemi ai denti.

Il bite mi aiuta a scaricare la muscolatura del collo e a concentrarmi solo sulla guida e sulla prestazione, inoltre affronto le discese in fuoristrada in modo più sicuro e sereno.”


Per saperne di più:
https://provaticonvoi.it/2020/02/19/dr-brux-bite-notte/