I Tracker sportivi potrebbero aiutare anche gli anziani

I Tracker sportivi potrebbero aiutare anche gli anziani

Uno studio effettuato presso la Michigan State University ha analizzato come coinvolgere gli adulti più anziani nell’uso dei tracker, aiutando nel contempo i ricercatori e l’industria a comprendere meglio questa popolazione.

Invecchiando escono i primi acciacchi, si diventa più sedentari e spesso meno socialmente attivi. Regalare un tracker sportivo, secondo una ricerca americana, potrebbe essere d’aiuto.

Perchè usare un tracker?

Gli sportivi e non solo lo usano soprattutto per monitorare:

  • le calorie bruciate, 
  • la distanza percorsa, 
  • la frequenza cardiaca,
  • l’umore,
  • la durata del sonno.

Perchè potrebbe essere utile agli anziani

Stimolare a fare più movimento e responsabilizzare l’anziano nel monitoraggio dei principali parametri corporei potrebbe  incentivare una vita più attiva e, di conseguenza, migliorare lo stato generale di salute. Quello che conta però è che non deve essere una sfida.

Per gli anziani, la motivazione riguarda la collaborazione, come camminare insieme“, afferma Anastasia Kononova, assistente professore di pubblicità presso la Michigan State University. “Si tratta di essere attivi insieme, non di competere“.

Lo studio

I ricercatori hanno condotto un’indagine sugli adulti di età pari o superiore a 65 anni per esplorare i fattori associati all’uso a lungo termine – più di sei mesi – di tracker di attività indossabili. Hanno esaminato i modelli di utilizzo, i fattori socioeconomici, lo stato di salute e i livelli di attività. Sono giunti alla conclusione che per far sì che i tracker possona essere una sana abitudine, i produttori dovrebbero incorporare attività specifiche per una popolazione anziana, come il nuoto e il giardinaggio. “I tracker di attività indossabili hanno il potenziale per migliorare la salute degli adulti più anziani, ma molti non li usano a lungo termine“, afferma Lin Li, un dottorando che ha guidato lo studio.Questo probabilmente è dovuto proprio al fatto che molte attività svolte non registrano i dati, demotivando così l’anziano nell’utilizzo.

Fonti:

https://www.liebertpub.com/doi/10.1089/tmj.2019.0052

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