Ecografia: l’esame principe per gli sportivi

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Contusioni, strappi, distorsioni e stiramenti: come curare i traumi sportivi

L’ecografia è una metodica semplice, non invasiva e senza rischi, in quanto non utilizza raggi X ma ultrasuoni, in grado di fornire un accurato studio delle parti molli, in particolare muscoli, tendini, borse e strutture capsulo-legamentose.

Per lo sportivo l’ecografia è una metodica diagnostica fondamentale

L’ecografia viene usata in diverse fasi rispetto alla pratica sportiva:

  • in fase preatletica per controllare che le strutture muscolo-tendinee di un soggetto clinicamente sano siano effettivamente normali e non presentino segni di debolezza o sofferenza sia aspecifici sia peculiari di una specifica pratica (calcio/tennis/volley/nuoto/weightlifting);
  • in fase di allenamento per controllare se dolenzie in specifici distretti siano riconducibili a semplici sovraccarichi funzionali o ad iniziali lesioni (contusioni/stiramenti/strappi/tendiniti);
  • negli infortuni per valutare l’entità delle lesioni e contribuire a pianificare e monitorare il recupero prima della ripresa dell’ attività.

I vantaggi rispetto ad altre metodiche di imaging (rx/TC/RM) sono la possibilità di indirizzare l’esplorazione con la guida del paziente durante l’esame e la possibilità di valutazioni dinamiche, anche ripetute in tempi ravvicinati.

Per questo motivo credo che l’ecografia sia un tappa obbligata e fondamentale per una corretta diagnosi e terapia, e per monitorare un programma di recupero dell’articolazione, sia in ambito amatoriale che agonistico.

Anche nei casi in cui non fosse risolutiva va comunque considerata come esame preliminare rispetto ad esami più lunghi e complessi come l’RM (risonanza magnetica).

L’approccio ecografico permette inoltre una valutazione anche di strutture non strettamente miotendinee (vasi, nervi e organi) che spesso contribuiscono a chiarire un quadro clinico.

Tutte le strutture miotendinee sono esplorabili in ecografia

nella caviglia si evidenziano lesioni dei legamenti, processi infiammatori dei tendini e delle articolazioni, borsiti o alterazioni anatomiche ed anche esiti di infortuni pregressi misconosciuti o distorsioni sottovalutate a suo tempo;

nella spalla si studia la patologia dei tendini che compongono la cuffia dei rotatori, che è il complesso che permette tutta la mobilità della spalla ed è frequente sede di processi flogistici e lesioni (anche non sportive);

nel gomito la patologia flogistica miotendinea ha spesso riflessi sulle strutture nervose del braccio ed anche queste possono essere studiate con gli ultrasuoni;

nel ginocchio, anche se le strutture profonde (menischi e crociati) necessitano di valutazione con RM, le strutture superficiali legamentose e tendinee si studiano perfettamente in ecografia;

per la mano ed il polso, data la complessità e le dimensioni delle strutture, quella ecografica è sicuramente una valutazione cardine;

-anche nell’anca tutta la patologia miotendinea è perfettamente valutabile senza ricorrere ad altri esami con maggiore rischio biologico.

Non che l’ecografia sia la soluzione a tutti problemi dell’umanità, ma la dinamicità , la rapidità, la grande adattabilità al tipo di infortunio ed ai vari distretti con sonde specifiche, la rendono uno strumento di fondamentale utilità

Pasquale de Nittis
Pasquale de Nittis
Specialista in radiodiagnostica
Aiuto U.O. Ecografia presso Istituto Clinico Humanitas di Milano