Molti atleti nascondono i sintomi di una commozione cerebrale

Molti atleti nascondono i sintomi di una commozione cerebrale

La consapevolezza delle commozioni cerebrali come problema negli sport universitari americani, nonché degli impatti medici, è aumentata negli ultimi anni. Ecco perchè l’Arizona State University ha studiato questo fenomeno con particolare attenzione.

La probabilità che un atleta della Divisione I della NCAA riferisca o meno i sintomi di commozione cerebrale dipende da diversi fattori tra cui:

  • interessi acquisiti, 
  • comprensione delle implicazioni per la salute, 
  • cultura 
  • influenze sociali tratte da racconti circolanti nei media.

Gli attuali sforzi di intervento si basano sul fatto che gli atleti agiscono in modo autoprotettivo nel segnalare i sintomi di commozione cerebrale; tuttavia sono preoccupanti i bassi tassi di segnalazione.

I sintomi 

I sintomi più comuni sono:

  • difficoltà di pensiero, 
  • visione sfocata 
  • affaticamento 

E’ fondamentale che gli atleti riconoscano e segnalino i sintomi affinché il trattamento sia efficace e tempestivo. 

Lo studio

In questo studio, 401 atleti di sesso maschile e femminile che hanno praticato diversi sport, (calcio, pallacanestro, wrestling, lacrosse o hockey) hanno completato un sondaggio per avere informazioni sulla percezione e consapevolezza dei rischi correlati a commozioni cerebrali e gravi impatti alla testa. 

Inoltre, sono state condotte 90 interviste qualitative con atleti, personale tecnico e direttori sportivi per determinare la cultura organizzativa e di squadra in materia di educazione, processi e dinamiche comunicative legati agli infortuni.

Nel complesso, i dati del sondaggio hanno rivelato che:

  • Gli atleti non erano sicuri di aver mai avuto conseguenze negative a seguito di gravi impatti alla testa e hanno evidenziato come una commozione cerebrale fosse percepita come qualcosa che , se mai si fosse verificata, sarebbe avvenuta in un lontano futuro. 
  • I giocatori di pallacanestro maschi hanno valutato un minor rischio di avere una commozione cerebrale rispetto alle donne. 
  • Gli atleti raramente erano a conoscenza dei sintomi e conseguenze di una  commozione cerebrale.
  • Gli atleti hanno dichiarato di aver valutato i pro e i contro del segnalare gravi impatti alla testa considerando non solo le implicazioni per la salute, ma anche gli impatti sulle loro prospettive come membri della squadra, nonché sulle possibili reazioni indesiderate di compagni di squadra e allenatori. 

Segnalare le commozioni cerebrali da parte degli atleti è fondamentale ma sappiamo che le loro decisioni sono influenzate da un complesso mix di cultura di squadra e interessi propri.

Fonti:

https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0215424

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