Nuove prospettive dell’uso del collagene nel trattamento del dolore articolare

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Nuove prospettive dell'uso del collagene nel trattamento del dolore articolare

Il trattamento del dolore articolare cronico è da decenni quasi invariato: antidolorifici, antinfiammatori, analgesici, etc… Purtroppo sono tutte soluzioni sintomatiche che non possono essere prese con continuità. 

Abbiamo incontrato il prof. Leonello Milani, Direttore scientifico dell’International Academy of Physiological Regulating Medicine che ci ha presentato le nuove prospettive dell’uso del collagene nel trattamento del dolore articolare.

1. A cosa serve il Collagene nel nostro organismo?

Il Collagene è la proteina più diffusa nei Tessuti umani, rappresentando il 30% di tutte le proteine ed il 6% della massa totale: un uomo di 70 kg di peso ha un contenuto totale in Collagene di 4-5 kg. Il Collagene è praticamente diffuso in tutte le strutture anatomiche del corpo, soprattutto nella cute, sottocute, tendini, capsule articolari, legamenti, cartilagini, ossa e muscoli. Nel muscolo le fibre Collagene avvolgono ogni singola fibra, proteggendola ed irrobustendola. Il Collagene serve prevalentemente da impalcatura, sostegno e rinforzo (è un bio-scaffold naturale). Le sue 4 caratteristiche fisiche fondamentali sono la robustezza, la rigidità, l’alta resistenza ai carichi e l’incomprimibilità (il Collagene ha praticamente la forma di una corda robusta, a tripla elica, in cui ogni singola elica è – a propria volta – avvolta in spirale). La struttura base del Collagene è rimasta praticamente invariata nel corso di evoluzione ed è presente nei Vertebrati da milioni di anni. È una molecola antica e preziosa, altamente performante.

2. Da zero a 45 anni il Collagene è in crescita, dopo, fisiologicamente, decresce. Questo cosa comporta?

Nell’uomo, da 0 a 45 anni si assiste ad una costante, progressiva crescita della quantità di Collagene nell’organismo. Poiché la quantità di Elastina, altra importante molecola spesso presente accanto al Collagene, decresce rapidamente a partire dai 15 anni di età, possiamo affermare che dopo i 15-20 anni di età il corpo si indurisce progressivamente. Dai 45 ai 60 anni di età la quantità di Collagene si stabilizza, per poi decrescere sensibilmente per tutto il rimanente corso di vita. In condizioni di normalità le sostanze deputate alla distruzione del Collagene sono prevalenti rispetto a quelle per la sua fabbricazione per cui, dopo i 60 anni, tutte le strutture organiche si impoveriscono di Collagene: i tendini, le capsule articolari, le cartilagini, le ossa ed i muscoli sono molto meno funzionali, da cui l’alta incidenza nella popolazione over 60 di artrosi, di dolori articolari, di sarcopenia (impoverimento della massa muscolare) e di altri fenomeni degenerativi che colpiscono – soprattutto – l’Apparato locomotore e non solo.

3. In Italia oltre il 20% soffre di patologie che coinvolgono l’Apparato osteo-artro-miofasciale che rappresentano il 70% dei pazienti affetti da dolore cronico. Quali sono le terapie attuali? Pro e contro

Le terapie per il controllo del dolore articolare cronico sono invariate da almeno 30 anni e sono rappresentate dagli analgesici, dagli antinfiammatori, dai cortisonici e dai miorilassanti. Questi farmaci sono spesso efficaci nel dolore post-traumatico e – in genere – nella fase acuta, ma non possono essere somministrati per lunghi periodi di tempo per la possibile e frequente insorgenza di effetti avversi, anche gravi, come irritazione della mucosa gastrica con dispepsia, nausea, vomito, sanguinamento gastrico, effetti sul circolo renale in un rene già compromesso, danni epatici, difficoltà di coagulazione, reazioni cutanee avverse come irritazioni della pelle, orticaria e reazioni cutanee dopo esposizione alla luce solare. Poiché gli antinfiammatori sono soprattutto prescritti alla popolazione anziana, e sono proprio gli anziani a soffrire di dolori articolari cronici, il loro uso deve essere monitorato con particolare cautela ed attenzione. Nella pratica ciò non avviene in modo ottimale e le interruzioni di terapia sono frequenti.

4. Dal 2010 il Collagene viene usato come trattamento di queste patologie. Con quali meccanismi? Quali patologie ne possono beneficiare? Quali i benefici per la salute? Effetti collaterali

Il Collagene iniettabile è una terapia veramente innovativa in quanto rifornisce e rimpiazza il Collagene carente-impoverito per la sua normale “caduta” o per malattie che ne compromettono l’integrità. L’azione del Collagene iniettabile non è solo quella di rimpiazzare, rinforzare e ristrutturare, ma anche quella di stimolare le cellule che lo producono, come brillantemente dimostrato in un recentissimo studio italiano pubblicato in una rivista scientifica molto accreditata a livello internazionale. Le patologie che beneficiano dell’iniezione locale di Collagene iniettabile  sono – soprattutto – le patologie a carico delle strutture dell’Apparato osteo-artro-miofasciale come i dolori acuti e cronici cervicali e lombari, di spalla, gomito, anca e ginocchio, ma anche i dolori delle articolazioni di mano e piede, oltre ai dolori nevritici, come efficacemente dimostrato – ad oggi – da 31 studi clinici nazionali ed internazionali pubblicati su Riviste medico-scientifiche di qualità. Il Collagene iniettabile è presente ed utilizzato con successo in più di 40 Paesi del mondo, in Europa, Asia ed America Latina.

Dall’esperienza clinica quotidiana di migliaia di medici al mondo e dai dati scientifici pubblicati emerge che il Collagene iniettabile è efficace in tempi brevi, sicuro (non sono stati rilevati effetti collaterali locali e/o generali) e ad elevato gradimento sia per il paziente, sia per il medico. 

Per avere informazioni sui medici che utilizzano questi prodotti potete scrivere o chiamare il Centralino della Salute 

centralinodellasalute@medibio.it 

numero verde 800 385014  

Prof. Leonello Milani

Scientific Director of The International Academy of Physiological Regulating Medicine