Sindrome femoro-rotulea : infortunio più comune

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Se ti fa male il ginocchio continua a fare esercizio, dice esperto

La sindrome femoro-rotulea (PFPS) è una condizione meglio intesa come un dolore anteriore al ginocchio derivante da alterazioni meccaniche tra rotula e femore.

La sindrome femoro-rotulea è comune negli adolescenti e negli adulti di età inferiore ai 60 anni e molto comune tra gli sportivi.

Negli Stati Uniti è compresa tra il 3% e il 6%, in particolare le donne rappresentano il 55% dei casi. Inoltre, in un anno, circa 2,5 milioni di corridori hanno una diagnosi di PFPS.

La sindrome femoro-rotulea è molto comune tra la popolazione, in particolare tra i 25 e i 45 anni. Questa patologia colpisce soprattutto coloro che praticano sport in cui sovraccaricano questa articolazione, in particolare il ciclismo e la corsa, non a caso questa sindrome è conosciuta anche come ginocchio del corridore.

Secondo le statistiche il 40% dei ciclisti proverà almeno per una volta una condizione dolorosa nella parte anteriore del ginocchio e tra i podisti la sindrome femoro-rotulea è l’infortunio più comune.

Sintomi

Il sintomo caratteristico di questa sindrome è principalmente dolore nel compartimento anteriore del ginocchio, in particolare in sede inferiore e laterale rispetto alla rotula, che compare sia alla palpazione che al movimento. La sintomatologia è unica per ogni persona, il dolore può irradiarsi nel tessuto circostante, può essere associato a gonfiore e calore dell’articolazione.

Nelle condizioni più avanzate la sintomatologia è così acuta che impedisce un corretto movimento del ginocchio, infatti se in un primo stadio la difficoltà è nell’eseguire azioni ad alto carico come correre, fare squat in palestra o saltare, successivamente inizia a ad essere difficoltoso salire le scale, alzarsi dalla sedia e anche il semplice camminare.

 Cause

Le cause della sindrome rotulea sono multifattoriali, oltre ad un alterato allineamento rotuleo, sicuramente il sovraccarico funzionale è uno dei principali fattori di rischio che trova la sua giustificazione nell’alta incidenza negli sport che coinvolgono questa articolazione come la corsa e il ciclismo.

La sindrome femoro-rutulea dolorosa è quindi legata alle attività che sovraccaricano la rotula. Flettersi sulle ginocchia sotto carico o per lunghi periodi, salire e scendere le scale, allenamenti sui gradoni, salti, corsa sono azioni che possono, in particolari condizioni, favorire l’insorgere della sindrome ed essere causa di dolore, crepitii e versamenti infiammatori.

Andando più nello specifico le principali cause della sindrome femoro rotulea sono:

1.     Traslazione laterale della rotula

2.     Aumento delle forze muscolari sulla rotula

3.     Ginocchio Valgo

4.     Alterazioni posturali biomeccaniche

5.     Allenamenti invasivi e sbagliati

Come intervenire

Il trattamento della PFPS comprende il riposo, un breve ciclo di farmaci antinfiammatori non steroidei (sempre sotto prescrizione o indicazione medica) e la terapia fisica diretta al rinforzo del muscolo quadricipite. Il kinesiotaping patellare può fornire un ulteriore sollievo dal dolore a breve termine.

Come agisce l’osteopata?

Fondamentale in pazienti che soffrono di PFPS è la valutazione di anca, ginocchio, piede, e di conseguenza il trattamento delle disfunzioni e restrizioni riscontrate. Inoltre, come dichiara Waryasz, anche una retrazione del muscolo quadricipite a lungo andare,può portare a sintomi riconducibili alla PFPS. Esiste infatti una debolezza significativa negli abduttori dell’anca in pazienti con PFPS e una prevalenza di Trigger Points (TrPs) nel medio gluteo e nel quadrato dei lombi che può essere una variabile importante nel trattamento di questa condizione clinica, soprattutto in corridori e atleti.

I cambiamenti biomeccanici e le strategie compensative nei pazienti con PFPS possono alterare e aumentare il consumo energetico durante l’attività fisica, facendo si che ci sia un dispendio maggiore di energia e un aumento del dolore percepito.

Esistono attualmente studi sui potenziali effetti terapeutici nell’approccio osteopatico in caso di PFPS. Comprendere quanto ed in che modalità il dolore influenzi la vita del paziente consentirebbe di fissare i risultati dell’intervento osteopatico che sembra essere utile per ridurre i fattori biomeccanici e neurovascolari che possono aver determinato la patologia.

Francesco Petrucci
Francesco Petrucci
Osteopata
Osteopata D.O. B.Sc.Ost, ama lo sport e l’anatomia e ha trasformato la sua passione in lavoro. Svolge la professione nel suo studio privato di Arese e collabora inoltre con una società di calcio.

Fonti

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·        Gaitonde, D. Y., Ericksen, A., & Robbins, R. C. (2019). Patellofemoral Pain Syndrome. American family physician, 99(2).

·        Powers, C. M., Bolgla, L. A., Callaghan, M. J., Collins, N., Sheehan, F. T., Blond, L., … & Guskiewicz, K. (2012). The epidemiology of patellofemoral disorders in adulthood: a review of routine general practice morbidity recording.

·        Roach, S., Sorenson, E., Headley, B., & San Juan, J. G. (2013). Prevalence of myofascial trigger points in the hip in patellofemoral pain. Archives of physical medicine and rehabilitation, 94(3), 522-526.

·        Saltychev, M., Dutton, R. A., Laimi, K., Beaupre, G. S., Virolainen, P., & Fredericson, M. (2018). Effectiveness of conservative treatment for patellofemoral pain syndrome: A systematic review and meta-analysis. Journal of rehabilitation medicine, 50(5), 393-401.

·        Waryasz, G. R., & McDermott, A. Y. (2008). Patellofemoral pain syndrome (PFPS): a systematic review of anatomy and potential risk factors. Dynamic medicine, 7(1), 9.