Un ormone “sportivo” per combattere l’osteoporosi

Un ormone “sportivo” per combattere l’osteoporosi
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I ricercatori hanno dimostrato che l’Irisina, un ormone indotto dall’esercizio fisico, attiva le cellule che sono fondamentali per il rimodellamento osseo

Cos’è l’Irisina

L’irisina è un ormone, identificato dai ricercatori della Harvard Medical School, che può replicare alcuni degli effetti positivi dell’attività fisica e della dieta. Prodotta in grande quantità dal tessuto muscolare umano durante le attività sportive, la molecola è in grado di operare il meccanismo molecolare detto “browning“, ovvero di conversione della cellula adiposa bianca in cellula adiposa bruna.

 

Lo studio

Uno studio apparso sulla rivista Cell  ha identificato un recettore per l’irisina dimostrando che l’irisina influisce sulla sclerostina nei topi, un importante regolatore cellulare della struttura ossea nell’uomo.

Questi risultati possono determinare potenziali cambiamenti nei campi del metabolismo, della biologia muscolo-scheletrica e dell’esercizio fisico“, afferma il coautore Bruce Spiegelman, biologo oncologo del Dana-Farber Cancer Institute di Boston. “Abbiamo dimostrato che l’irisina agisce direttamente sugli osteociti, il tipo di cellula più abbondante nell’osso“, afferma Spiegelman.

L’irisina, secreta dal muscolo scheletrico in risposta all’esercizio di resistenza nei topi e nell’uomo, è stata collegata al rafforzamento osseo, al consumo di calorie e al miglioramento della cognizione. Ma la sua stessa esistenza era avvolta nel mistero e il meccanismo alla base del suo effetto sull’osso sembrava inafferrabile.

 

Gli scheletri di mammiferi subiscono un continuo rimodellamento.

L’osso “vecchio” o danneggiato viene sostituito con nuove cellule, un processo che spesso inizia con la morte o la rottura delle cellule ossee esistenti. Sia l’esercizio che l’irisina attivano la proteina sclerostina, un fattore di rottura dell’osso che viene secreto dagli osteociti in risposta allo stress meccanico applicato allo scheletro.

La scomposizione intermittente dell’osso sembra essere interpretata come un segnale per rimodellare e costruire le ossa“, afferma Spiegelman. “La prova di questa teoria esiste già, in quanto la terapia dell’osteoporosi, il trattamento dell’ormone paratiroideo (PTH), è anche un fattore di rottura dell’osso.”

 

Piccole dosi di irisina hanno dimostrato di migliorare la densità ossea e la resistenza ossea nei topi.

Per esaminare ulteriormente il ruolo dell’irisina, i ricercatori hanno iniettato nei topi l’irisina per sei giorni. Le iniezioni hanno aumentato i livelli di sclerostina nel sangue e aumentato la massa ossea.

 

I prossimi passi

Spiegelman dice che si concentreranno sull’ottimizzazione di diverse versioni di irisina e relativi anticorpi “in modo che si possano manipolare i suoi effetti attraverso le terapie proteiche. Stiamo anche esaminando i suoi effetti sul grasso e sui sistemi nervosi“.

Identificare il recettore molecolare per l’irisina è un passo significativo verso la ricerca di nuove cellule e tessuti che rispondano a questo ormone.

 

Il lavoro può essere utilissimo per i futuri  trattamenti per l’osteoporosi, che causa più di 8,9 milioni di fratture in tutto il mondo ogni anno.

 

Fonti:
https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0092867418313345
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